Login

Utenti Online

Nessun utente online

Myspace


Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates
TUPA TUPA OR DIE FEST II @ La Marna, Sesto Calende 01/05/2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da PaulThrash   
Tuesday 11 May 2010


Giunge alla seconda edizione il “Tupa Tupa Or Die Fest”, che semplicemente dal nome scelto dagli organizzatori non lascia molto spazio all’immaginazione: thrash metal, in tutte le salse, anche se è da sottolineare come le band che hanno preso parte a questa “rassegna” si affaccino al lato più violento del genere, con poche sporadiche eccezioni.
Il primo “Tupa Tupa” risalente allo scorso dicembre 2009 aveva visto alcune delle band presenti anche in data 1 Maggio a “La Marna” di Sesto Calende (discoteca che offre un palco più che decente, pur non essendo location in stile con la musica proposta), ed headliner i toscani SubHuman, con un riscontro più che positivo, che ha spinto l’organizzatore Aleks (batterista dei N.O.F.) ad ampliare il festival ed estenderlo a band piuttosto rinomate nel circuito nazionale.
Una carrellata di formazioni underground che non ha lasciato respiro ai presenti, i quali si sono affannati a sostenere le band, anche se non tutte (ed il gruppo poco conosciuto) sono state premiate con lo stesso calore… ma si sa, siamo comunque in Italia…
Una fauna decisamente indirizzata verso la cosiddetta “old school”: una fiera di classici jeans attillati, scarpe da pallacanestro direttamente dagli anni ‘80 e giubbetti jeans strapieni delle toppe dei più indicibili, introvabili, impronunciabili ed alle volte inascoltabili gruppi più oscuri che hanno popolato il sottobosco thrash in passato. Sembra quasi una moda, almeno fra i più giovani, che più che sentirla dentro la musica, si preoccupano principalmente di mostrarla fuori… mi auguro di sbagliarmi, ma in certe occasioni sembra davvero prevalere il lato “esteriore”… Questo solo per dare un’idea della situazione in atto, non me ne voglia chi si sente chiamato in causa!
Purtroppo riesco a giungere a destinazione a festival decisamente inoltrato, al termine dello spettacolo dei toscani DEVASTATOR che presentano il nuovo “Andatevene Tutti Affanculo” (c’è bisogno di traduzioni?); il batterista della band, Luca, mi ha riferito che nella mezz’ora a loro disposizione sono comunque riusciti ad eseguire la bellezza di 15 brani, immediati e veloci come nella migliore tradizione thrashcore.
Ovviamente non sono dotato dei più potenti mezzi utili al giorno d’oggi per un live report, quindi mi perdoneranno le band in primis, ed i curiosi che leggeranno questo report, se non posso allegare testimonianze fotografiche delle varie esibizioni; mi limiterò a riportare le foto delle band di cui sono riuscito a gustare tutta la setlist.
Scopro che l’unica defezione della giornata è quella degli AVIARIA, per cause di “forza maggiore”: la band non esiste più, un peccato considerato che l’unico brano presente sul Myspace della band faceva presagire un futuro interessante e roseo per i nostri. Al loro posto i varesotti MITRA; il batterista Fabrizio mi spiega che finalmente si sono decisi a passare ai fatti, cominciando a proporre inediti oltre alle classiche cover che erano soliti offrire durante le loro prestazioni. Ignoro del tutto le proposte di STORMLASH, PREDATOR, CRASHER e VIOLENCE SPREAD (in ordine di apparizione), perdo anche la prestazione dei TOTAL DEATH, che ho avuto modo di vedere all’opera in passato in occasioni di una edizione del Metal Disorder. Speriamo vi siano occasioni future per sopperire a queste mancanze.

Ecco il momento per i NIGHTMARE OF FALLEN di presentarsi all'appello, e nella mezz’ora a loro disposizione non si perdono in chiacchiere, passando al sodo con i 3 brani presenti sul demo “Cannibal Holocaust” del 2009, vissuti a suon di spinte nel pit dai sostenitori del quartetto, più nuovi brani che andranno a comporre il primo full length album della band, già in cantiere. La nuova formazione vede l’ingresso del talentuoso bassista Giulio, ed il passaggio di Paul alla voce, oltre che alla chitarra solista. Buona la prima, speriamo in un ottimo ritorno discografico dei nostri!


Ecco che si passa ai BLAZE OF HATE, compagine veronese che in molti avranno già avuto modo di vedere dalle nostre parti; il sound dei nostri è il più lontano dagli standard del thrash, andando a pescare a pieno nel lato più violento del genere, finendo per sfociare nella maggior parte dei casi in un death brutale e devastante. Rodati da parecchi live, ultime ma non per importanza le due date della calata italica dei rinati Exumer, dimostrano di saper tenere il palco con maestria, ma sono penalizzati da una scarsa partecipazione del pubblico. Da tenere decisamente d’occhio.


Per il sottoscritto, la sorpresa della serata arriva dai milanesi HELLSTORM, che calcano il palco de “La Marna” appena dopo i Blaze Of Hate; il quartetto è attivo ormai da anni, ma riesco a vederlo in azione per la prima volta proprio il 1 maggio. I nostri si scatenano a dovere, estrapolando tutti i brani della performance dal loro unico full length “The Legion Of The Storm”, ormai datato 2002, senza però ottenere grandi riscontri dai ragazzi presenti sotto il palco durante la loro esibizione. Tra riff che pescano nel thrash, nel death, e pure nello speed più conformista, i nostri ci regalano una intensa mezz’ora; si sente la mancanza di una seconda chitarra fra le fila, ma lo spettacolo giunge al termine scaldando gli animi dei pochi accorsi. Supporto agli Hellstorm!


Eccoci arrivati ai piani alti, e prima del rush finale, è tempo per i meneghini IRREVERENCE di violentare i propri strumenti. I nostri presentano proprio quest’anno la nuova fatica in studio “Upon These Ashes”, che giunge a 5 anni di distanza dal precedente “War Was Won”. Penalizzati da una pessima scelta di suoni, non riescono a raccogliere un grande consenso di pubblico, se non timidamente in occasione delle due cover proposte, “Agent Orange” e “Ace Of Spades”. Se penso alla loro esibizione al passato Milano Thrash Fest di spalla ai Sodom, dove i nostri avevano richiamato attenzione da parte di una gran folla, mi sembra di vedere un’altra band, non quel quartetto che ormai da svariati anni si danna in tutta Italia e non solo per portare avanti il proprio credo musicale. Decisamente non in serata, di certo sapranno smentirmi in occasione di futuri eventi!


E' tempo per gli headliner di imbracciare le armi, ed ecco che l’altra band veronese della serata, i DEATH MECHANISM, parte con il suo furibondo thrash di matrice teutonica, a concludere l'evento in pompa magna. Gli anni passati nel sottobosco underground si fanno sentire, e se da un lato troviamo una macchina da guerra precisa come un metronomo dietro le pelli, dall’altro abbiamo due strumenti a corda macina riff che non smettono di tartassare gli astanti. Tra brani estratti dal full length “Human Error … Global Terror”, più le nuove canzoni che andranno a comporre il nuovo EP in uscita per Jolly Roger Records (che conterrà ancora una volta tutto il debut album), l’ora a disposizione del trio scorre veloce ma inesorabile, e fra il supporto dei molti presenti rimasti fino a tarda ora per gustare lo spettacolo, e le luci del locale che si accendono a sancire la fine dei giochi, si conclude questa seconda edizione del “Tupa Tupa Or Die Fest”.


Se si considera un numero di spettatori paganti tra le 250 e le 300 unità, non si può che applaudire alla buona (direi ottima) riuscita dell’evento; basti pensare che leggende del thrash ritornate in pista per nuove date live, alle volte registrano flop clamorosi, con un esiguo pugno di appassionati a rievocare i fasti di un glorioso passato.
Ma non è tutto oro quel che luccica, come recita un famoso proverbio. Il pubblico lombardo, ma probabilmente potrei generalizzare il tutto parlando di pubblico italiano, dimostra ancora una volta la scarsa attitudine al supporto, soffermandosi esclusivamente su quelle band che hanno già ottenuto un discreto successo ed una minima popolarità a livello underground nazionale; chi si professa metallaro non ha il senso della partecipazione, e terminato lo show dell’amico prende, e con fare menefreghista si allontana per non tornare, di certo non nell’immediato. Vero, i gusti son gusti, e per non risultare ipocrita, chi vi scrive non ha seguito in toto le esibizioni di tutte le band. Un po’ di autocritica non fa mai male, e non può che giovare al futuro del nostro amato genere.

Non resta che attendere la prossima edizione, con la speranza di assistere ad una maggiore partecipazione da parte di chi si presenterà all’appello… quindi supporto a chi ancora crede in eventi come questo, e con sudore, fatica e soldi dalle proprie tasche si prodiga per organizzarli, senza essere interessato ad un sicuro ritorno! Thrash on!
Ultimo aggiornamento ( Wednesday 12 May 2010 )
 
Pros. >