| 16 settembre BLACKMORE'S NIGHT @ Teatro Nuovo Milano |
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| Scritto da Ealga | |
| Saturday 21 October 2006 | |
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Vedere finalmente il Titano del Rock dal vivo è stato a dir poco emozionante. Mentre snocciola i suoi grandi successi Blackmore, chino sulla chitarra, si piega un poco sotto i colpi ironici e burleschi della bellissima consorte, mostrando un volto nuovo di un artista spesso un po’ ostico caratterialmente. In effetti battute sagaci e siparietti divertenti condiscono il concerto in tutta la sua durata, andando ad interrompere “l’aura sacra” di Ritchie al lavoro.
Quando le luci si accendono sul palco, ci troviamo catapultati in una location senza tempo che richiama la copertina dell’ultimo lavoro ossia The Village Lanterne con tanto di lanternone in primo piano e scorci del villaggio, il tutto illuminato da una immensa luna piena, mentre sulle note di Past Time With Good Company fanno il loro ingresso i menestrelli nel tripudio del pubblico.
Rammaricandosi che questa sia l’ultima data italiana Candice si congratula per la recente vittoria ai mondiali e saluta il pubblico con qualche parola in italiano. Si parte quindi con il repertorio acustico con Play Minstrel Play, le cui parti di flauto traverso (ci ricorda Candice) vennero originariamente suonate da Ian Anderson (Jethro Tull), passiamo poi a Under A Violet Moon e Faerie Queen, seguita dalla strumentale Durch Den Wald Zum Bach Haus e alla nuova World Of Stone fino ad arrivare a Home Again, condita dalle improvvisazioni di Ritchie che travolgono la canzone, con stacchetti classici ed i consueti assoli.
Tra le tante gags, sicuramente esilarante, al culmine dell’assolo di Minstrel’s Hall, mentre tutti pendono letteralmente dalle note del maestro, ecco comparire un simpatico coniglione rosa, che avanza baldanzoso sul palco tra l’incredulità e le risate del pubblico e la totale indifferenza dei musicisti.
Ritchie imbraccia nuovamente la vecchia Stratocaster e ci regala un tuffo nel passato con grandi successi indimenticabili, partendo da una coverdeliana Soldier of Fortune interpretata magistralmente da Candice, seguita da Child in Time con un finale di pathos affidato alle bellissime voci delle due coriste. Oltre a qualche brano elettrico dei Blackmore’s Night come I Guess It Doesn’t Matter Anymore e St. Teresa è il momento di Ariel targata Rainbow, altra perla della serata un medley delle hendrixiane Purple Haze e Hey Joe, seguita poi dalla rivisitazione elettrica dell’ Inno alla Gioia dalla nona sinfonia di Beethoven. Candice ci regala anche un prezioso gioiello con Diamonds and Rust, tributo a Joan Baez. Forse un po’ prevedibile Smoke on the water che vede il pubblico in delirio accalcarsi sotto il palco cantando con quanto fiato ha in gola. Poi è la volta di Long Live Rock And Roll dei Rainbow e del canto tradizionale da taverna It’s Good To Be Back Home Again, seguiti da accenni a Black Night e Woman From Tokyo fino al gran finale con la bellissima Ghost of a Rose.
Ma la platea non è ancora paga e richiama a gran voce i musicisti, che Candice riporta a forza sul palco salutando il pubblico osannante con Village Lanterne.
Bella performance, bello show, grandiosi musicisti, tanta energia e tante tante emozioni.
Sito web ufficiale http://blackmoresnight.com/ photo by ealga |
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| Ultimo aggiornamento ( Monday 05 May 2008 ) |
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