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3 novembre TIMEDUST @ Woodstock PDF Stampa E-mail
Scritto da Ealga   
Wednesday 29 November 2006

La serata al Woodstock parte con la tribute band torinese Five against One che ci regala un bella performance del repertorio dei Pearl Jam. Tecnicamente bravi i musicisti e bella voce il cantante che ben riesce ad emulare il carismatico e complesso Eddie Vedder.

5against1.jpg

I pezzi presentati provengono in gran parte dall'ultimo lavoro self titled della band americana, ma ampio spazio viene dato ad alcune perle del passato quali Even Flow, Black, Jeremy, Why go fino al gran finale con Alive.

La performance dei cumasch TimeDust è preceduta dalla presentazione del recente video di The Gift of the Dark che su maxi schermo e a volumi potenti c'investe con il suo sound. L'ambientazione nel vecchio palazzetto dello sport di Cantù, ormai fatiscente, offre un paesaggio in rovina che ben si adatta allo screenplay del video. Belle inquadrature catturano il carattere ed il carisma dei singoli musicisti, ai quali si alternano le visioni notturne di un ragazzo tormentato da incubi, che si materializzano con un'ombra incappucciata che si ingigantisce e incombe sul letto del dormiente. Ricordiamo che la band ha avuto la possibilità di realizzare questo video con l'apporto di personale professionista, grazie all'iniziativa promossa dalla scuola di musica Nerolidio di Como, finanziata a sua volta dalla Regione, che ha dato modo a tanti ragazzi della zona di realizzare un sogno producendo lavori in diversi ambiti. Ed ora passiamo la palla alla band che parte con Night Crawler, la possente Could I be blind e White Wings, ai quali si intrecciano tributi a varie hits del passato quali Heavy Metal Universe dei Gammaray, Symphony of Destruction dei Megadeth, Rainbow in the Dark e Holy Diver del maestro Ronnie James Dio, poi è la volta dei Pantera con Cemetary Gates e di una versione bella tirata di Domination, poi si torna alla produzione originale con il pezzo che più simboleggia la band ossia The Gift of the Dark, che tuona e colpisce. Ci sono anche un paio di pezzi di recente composizione quali The Big 0 Man e Wild Hunter, introdotte da una bella versione di helloweeniana memoria quale Future World, fino alla velocissima e coinvolgente Secret of The Oak. Per il gran finale la band ospita Marco Preti, chitarrista della band Sesto Senso nella quale milita anche il tastierista Kicco, e ci regala una bellissima versione di Highway Star dei Deep Purple, con la quale i TimeDust ci salutano dopo uno show bello tirato ultimato a tarda ora.

timedust2.jpgtimedust_alexgab.jpgtimedust_gab.jpgtimedust_alex_fans.jpgtimedust_finale.jpg photos by ealga
Ultimo aggiornamento ( Monday 05 May 2008 )
 
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