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Keith Caputo + Ricky Warwick Unplugged @ Black Horse, Cermenate 27/9/07 PDF Stampa E-mail
Scritto da IlBarbarossa   
Sunday 07 October 2007
C’erano una volta gli anni’90 con la musica che li ha caratterizzati, con band che sono passate alla storia, con band dimenticate o fagocitate dall’incedere del tempo e delle mode e con altrettante band che hanno lasciato un segno, ma che sono state ignorate dal grande pubblico. Due di queste erano proprio i newyorkesi Life of Agony con il loro frontman Keith Caputo, e l’altra i The Almighty guidati dal rosso irlandese Ricky Warwick.
E oggi mi fa un certo effetto vederli qui, a pochi passi da casa mia, per la loro unica esibizione in terra italica davanti ad uno sparuto pubblico dopo che per anni hanno avuto un seguito invidiabile (i The Almighty seguirono gli Iron Maiden in un paio di tour mondiali).
Alle 22 in punto sale sul palco proprio Ricky Warwick che eseguirà un set interamente acustico, accompagnato dalla sua chitarra e, in un paio di pezzi dall’armonica, come nella tradizione americana legata ad artisti come Johnny Cash o Bruce Springsteen. C’è voglia di creare un rapporto intimo con il pubblico e di mettere a nudo l’animo e l’atmosfera del Black Horse sembra ideale per presentare i brani della discografia solista dell’iper tatuato irlandese. Peccato che a lungo andare il set tenda un po’ ad annoiare anche se c’è da sottolineare la buona e sincera proposta di Ricky che alla fine scenderà dal palco visibilmente “scazzato” per lo scarso appeal ricevuto.
Una lunga intro che si rifa al tema di Twin Peaks, ci accompagna per mano all’imminente concerto di Keith Caputo, ovvero un viaggio all’interno del dolore e della disperazione che contraddistinguono le sofferte canzoni del piccolo cantante italo americano che stasera presenta il suo ultimo cd Hearts Blood on your Dawn.
E’ incredibile con quanto trasporto, enfasi e sofferenza Keith interpreti i brani, sembra quasi rapito e la sua voce esce vibrante e calda, ben supportata dai musicisti che lo seguono, che avvolgono i presenti con un rock viscerale ed intenso a metà strada tra i mantra lisergici dei Doors e le raffinate melodie di Ben Harper. Ah come sono lontani i tempi delle sfuriate metal dei Life of Agony, ma ciononostante, quella sofferenza che ha sempre caratterizzato Keith non perde un' oncia di drammatica disperazione e via via vengono snocciolati tasselli della sua discografia come Ramshakle, Kill with God, Selfish o la meravigliosa New York City.
Peccato la scarsa affluenza di pubblico, Caputo meriterebbe di più, uno dei pochi veri artisti che da anni vanno avanti con umiltà a comporre musica sincera e dannatamente intensa che va a toccare gli anfratti più remoti dell’animo umano.
C’è tempo anche per un duetto con Ricky Warwick, segno che tra i due c’è gran rispetto e stima, prima della chiusura affidata a Living the Blues che congeda la Caputo Band dai pochi presenti strappando però molti applausi davvero meritati e sinceri.
photos by ealga
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 11 May 2010 )
 
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