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LEATHERWOLF @ Black Horse, Cermenate 08/11/2007 PDF Stampa E-mail
Scritto da PaulThrash   
Friday 09 November 2007
Ennesima serata all'insegna del metal, e questa volta la programmazione del Black Horse ci presenta una storica icona americana on the road da più di 20anni, i LeatherWolf. E' più corretto dire che la band esiste da più di 20anni, in quanto i lavori in studio sfornati si fermano al 1989, anno di "Street Ready", per poi ritornare sulle scene mondiali nel 2006 con l'album "World Asylum" (che ha visto in formazione Wade Black alla voce, già cantante di Crimson Glory e Seven Witches, prima della reunion con il vecchio vocalist Mike Olivieri e il ritorno alla formazione a 3 chitarre), un album decisamente al passo coi tempi (riguardo alla produzione) che presenta una compagine ancora fresca e vogliosa di "rivincita".
La band presenta un roccioso Power Metal di stampo americano, più grintoso rispetto ai primi album, che ricalcavano le orme dei ben più famosi Savatage... già, ben più famosi, e capirete perchè sottolineo ciò più avanti...
Arriviamo al parcheggio del Black Horse alle 21:25, quando il concerto dei Lester and the Landslide Ladies, band di supporto della serata, dovrebbe cominciare a breve... e ci accoglie la desolazione! Entrare nel locale conferma semplicemente i nostri sospetti, ovvero che la fama del combo statunitense non sia particolarmente alta in Italia, ed il seguito sia molto scarno... e così è: meno di 50 persone popoleranno il locale durante i due concerti, con una risposta piuttosto spenta ad una band piuttosto spenta, probabilmente confortata dalla partecipazione come headliner al recente Keep It True Festival e decisamente spiazzata dall'affluenza nulla nella "calata italica".
I ragazzi dei Lester and the Landslide Ladies ce la mettono tutta con il loro sporco "hard 'n roll" per ravvivare il concerto, ma i pochi presenti probabilmente non vedono di buon occhio la loro presenza, e non sono in vena di partecipazione. Una mezz'ora di ottima musica e ottima presenza sul palco, di sicuro la migliore delle due band...


Dopo le 22:30 salgono sul palco i LeatherWolf, con un Geoff Gayer (uno dei 3 chitarristi) visibilmente ubriaco... i problemi nascono sin da subito: il gruppo è altamente demotivato, basti pensare che il drummer Dean Roberts perde una bacchetta subito durante il brano d'apertura Too Much (da "Street Ready", 1989) e non sarà l'unico episodio... la ragione è quasi sicuramente da ricercarsi nel numero esiguo di spettatori paganti, che erano una 50ina circa e lo sono rimasti sino alla fine. Purtroppo la scena US Power, in Italia, non è particolarmente seguita, e solo i nomi portanti riescono ad ottenere consensi e folle più consistente... Ma se Olivieri, Roberts, l'altro axeman Carey Howe ed il bassista Paul Carman ce la mettono tutta e si comportano con professionalità, Gayer guasta il tutto con la sua nervosità e il suo comportamento stizzoso; e così sarà per tutto il resto della serata. Gli stessi compagni ridono, ma alla lunga cominciano a stancarsi del chitarrista, e se il bassista Carman cerca di sdrammatizzare, Olivieri lascia ben intendere con occhiate e spinte che è giunto il momento di concludere questa sceneggiata napoletana!
Come se non bastasse, l'amplificazione del chitarrista sembra dare problemi, e più di una volta dà in escandescenze e "maltratta" chitarra, cassa, e il povero roadie che nulla ha fatto se non trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato...
Ma veniamo al concerto in sè: ovviamente la prova è scialba, ed i continui errori di Gayer ed il suo fermarsi durante i brani bastano a vanificare l'ottima esecuzione da parte della band. Non c'è calore, ma i nostri estraggono brani da tutto il repertorio, da Street Ready dell'omonimo album, a Dr. Wicked e Derailed dell'ultimo World Asylum, dalla orientaleggiante e "zingara" Gypsies and Thieves a quella Rule The Night che prometteva furore, ma ha lasciato solo l'amaro in bocca, perchè i classici sono grandiosi solo quando la performance è sentita... i Leatherwolf chiudono con 3 brani dai primi due omonimi album ('84 e '87), Season of the Witch, Spiter e The Calling, per salutare amareggiati e allontanarsi verso il camerino da cui fuoriesce un vociare furioso dell'incriminato Gayer...
Insomma, un'amara sorpresa per una serata che prometteva molto e ha offerto poco, grazie ad una rockstar mai sbocciata che ha preferito sfogare la sua collera piuttosto che collaborare con la sua band a rendere lo show il migliore possibile... promossi loro, in culo a lui.








photos by ealga

P.S. è notizia del giorno seguente la decisione da parte della band di cacciare il chitarrista Geoff Gayer, proprio a seguito dello sfortunato concerto tenutosi al Black Horse e del comportamento "alcohol-induced" (così come definito dagli stessi LeatherWolf) ritenuto insostenibile e inaccettabile dalla band, portandoli ad annullare la data che si sarebbe dovuta tenere il giorno successivo a Pescara... a Cesare quel che è di Cesare...
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 11 May 2010 )
 
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