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HIT THE LIGHTS, Agrate Conturbia 26/07/2008 PDF Stampa E-mail
Scritto da IlBarbarossa   
Thursday 07 August 2008
Seconda edizione per l’Hit The Lights, una kermesse prettamente underground che sta piano piano facendosi largo tra le realtà open air del nostro territorio.
Ovviamente il sottoscritto e la prode Ealga non potevano mancare all’appuntamento che, ricordiamo era ad ingresso gratuito ed ha visto una buona affluenza di pubblico verso sera, complici anche le esibizioni di act storici come Strana Officina ed Extrema.
Prima di iniziare il report vero e proprio, un plauso agli organizzatori per aver messo in piedi un festival di tutto rispetto, partendo dal palco, i suoni, gli orari per finire con cibo e bevande a prezzi modici e un buon numero di stand per fare qualche acquisto.
Nel primo pomeriggio, dicevamo, sotto un'arsura letale, si esibiscono gruppi minori, selezionati tramite un contest che ha premiato i Torquemada, thrash band novarese, che nei venti minuti a disposizione ha dimostrato di avere attitudine da vendere, ma forse dovrebbe maturare un po’ dal punto di vista prettamente musicale.
Cambio di palco e tocca ai riminesi Eclipse uscire allo scoperto. Pur non conoscendo nulla di loro, il combo romagnolo ci regala una manciata di minuti di ottimo death con numerosi spunti melodici ed una giusta carica live. Dovrebbe uscire a breve il loro primo album. Da tenere d’occhio!
Gli Alltheniko sono abbastanza conosciuti per via della loro attitudine live e anche ai lettori di Comometal non sarà sfuggita la buona recensione fatta l’anno scorso del loro cd We will Fight. Bene, anche oggi pomeriggio hanno guadagnato la pagnotta rendendosi protagonisti di una più che buona prova e facendoci tuffare negli anni’80 grazie al sound ed alle pose “linguacciute” del singer Luke. Sicuramente una consolidata realtà per i defenders più incalliti che hanno potuto ascoltare anche un assaggio dell’imminente album che fa davvero ben sperare.
I Non Omnis Moriar sono stati per il sottoscritto la sorpresa della giornata: grande tecnica, grande abilità compositiva e soprattutto grande scioltezza sul palco per una ventina di minuti di veloce death/black che mi ha lasciato a bocca aperta. Complimenti e spero di rivederli presto dal vivo.
A questo punto, dopo l’ennesima birra iniziano i grossi nomi e fortunatamente il caldo inizia a dare un po’ di tregua. C’è parecchia curiosità per l’imminente prova dei Sufferhead, storico nome dell’underground, che negli ultimi tempi ha dovuto rivoluzionare la propria line up e vede ora come cantante Udo dei disciolti Arkenemy e, proprio stasera, vede l’esordio di Amedeo, alla chitarra, anch’esso fuoriuscito dalla storica band comasca. Inizia finalmente un po’ di movimento sotto il palco, d’altronde è quasi impossibile non farsi coinvolgere dal thrash core dei Sufferhead: le chitarre macinano riff su riff, Udo si sgola come un ossesso e vengono gettati in pasto al pubblico bordate come MILF o Eye for an eye che gradisce parecchio, così come gradisce i liquori che udo somministra direttamente nelle gole dei presenti nelle prime file.Una violenta certezza!!!
Ora tocca ai Node esibirsi, prima del clou della serata che vedrà Strana Officina ed Extrema, ma molta gente è qui anche per loro e come ho già avuto modo di testare più volte i milanesi sono delle macchina da guerra on stage:a partire da Marco cheè adir poco funambolico dietro il drum kit, fino ad arrivare alla energica carica che sprigiona Gary, sempre pronto ad aizzare il pubblico e ad incitarlo ad essere partecipe. Il setlist è imperniato sull’ultimo lavoro As God Kills, ma anche schegge soniche come Das Kapital od Outpostnon vengono tralasciate ed il pubblico, ora decisamente più numeroso, gradisce e si lascia andare ad un frenetico headbanging.
A questo punto della serata c’è una lunga pausa per permettere il soundcheck ai gruppi maggiori e per permettere a noi di poterci rifocillare sotto il tendone e rilassarci un po’.
Col calare delle tenebre e l’affluenza sempre maggiore di pubblico, tocca ad una pagina storica davvero imponente calcare le assi del HTL fest: La Strana Officina.
Non penso ci sia bisogno di presentazioni e le emozioni corrono veloci ogni qualvolta riesco a vedere un concerto del seminale gruppo toscano. Bud è davvero in forma e ci presenta i grandi classici della band: King Troll, Piccolo Uccello Bianco, Metal Brigade o the Ritual. Le lacrime scendono su Autostrada dei Sogni, dove ci viene ricordato che Fabio e Roberto Cappanera sono sempre tra noi. Chi ha preso l’eredità di questo nome è sicuramente degno ed ancora una volta l’affetto dei fans è incondizionato e gli ultimi fuochi vengono sparati con Non sei Normale e Viaggio in Inghilterra. Magici!
Ed ecco che è tempo di Extrema, che come ribadito da GL Perotti, per la prima volta si esibiscono dopo la Strana, ma d’altronde qui loro giocano in casa e tanta gente è qui per loro e devo dire che tanta passione è ripagata dalla solita prova incendiaria della band meneghina, che nonostante i venti e più anni di carriera non ha mai perso un'oncia della violenza e dell’attitudine che l’ha sempre caratterizzata. Vecchi cavalli di battaglia vengono intervallati con la nuova produzione che ha un taglio più hardcore e moderno, grazie anche all’inserimento di forze fresche come Paolo Crimi dietro le pelli. Personalmente sono molto legato ai primi periodi e pezzi come Child o’Boogaow o MoneyTalks mi dan sempre brividi, ma non si può non restare fermi con la metal truzza Waysted o Six six six (is like sex sex sex). Il finale è affidato alla leggendaria Ace of Spades e GL manda tutti a casa non prima di aver ringraziato le bands, i ragazzi dell’organizzazione e ovviamente i presenti.
E adesso attendiamo l’edizione 2009!
photos by ealga
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 11 May 2010 )
 
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