| URTO |
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| Scritto da PaulThrash | |
| Wednesday 08 July 2009 | |
![]() Il nome della band descrive appieno la sensazione che si prova quando si è investiti dalla proposta musicale di questo quintetto siculo, che ha dato alle stampe una piccola perla che difficilmente sfuggirà alle orecchie dei più assidui sostenitori dell'underground... "Upside Down" è un concentrato di adrenalina, che non risparmia niente e nessuno, e la tecnica sopraffina serve solo a rendere il platter ancora più appetitoso. Se si può veramente parlare di New Wave of Italian Thrash Metal, e ne sono pienamente convinto, allora è facile che i nostri vengano inseriti nelle più alte posizioni del lotto, senza nulla togliere a quelle formazioni che già stanno facendo parlare di sé da qualche tempo a questa parte... Parliamo insieme a Mimmo, fondatore e mente degli Urto, disponibile a rispondere a qualche nostro quesito... Ciao Mimmo, è un piacere "ospitarti" sulle pagine di Comometal, anche se la distanza che ci separa non è minima, eh eh!!! Prima di tutto, vuoi raccontarci come sono nati gli Urto, e narrarci brevemente la vostra storia? [Mimmo] Ciao Pol, la distanza non è minima, ma a livello musicale, siamo più vicini di quanto tu possa pensare! Il gruppo nasce nel lontano 2000 per volere mio e del martellante batterista Jaco "Tractor". Inizialmente, mi occupavo delle vocals oltre che delle chitarre, ma presto mi sono reso conto che non potevo conciliare il lavoro di riffing con le parti vocali e con la new entry Francesco Gioia al basso ci siamo messi subito alla ricerca di un singer. Ne abbiamo provati un bel pò, ma la frustrazione si impadroniva di noi dopo le varie audizioni. La cosa bizzarra era che il singer ce l'avevamo alla chitarra solista, ma eravamo ignari di tutto ciò: ebbene sì, Alessandro è stato per alcuni mesi il nostro chitarrista solista. La line-up si è stabilizzata con due ingressi pesanti: Giuseppe Campisi alla batteria e Giovanni Labita alla chitarra solista. La lacuna viene magicamente colmata quando Alex mi chiama e mi chiede di cantare nel gruppo: abbiamo subito capito che era lui il tizio che cercavamo da tempo! Nell'estate del 2003,con questa formazione, entriamo negli studios dei Thy Majestie per la registrazione del nostro E.P. di debutto "Numbers"... Visto che probabilmente molta gente non vi conosce, perchè l'Italia è la patria dell'esterofilia e dell'interesse solo verso i grandi nomi, facciamo il punto sulla vostra situazione ufficiale... ah, non mancare di raccontarci del dvd Get Thrashed... [Mimmo] Beh, allora continuo da dove mi ero fermato. "Numbers" viene accolto entusiasticamente con nostra grande sorpresa: Top Album secondo diverse testate giornalistiche italiane ed "Album of the Month" per l'autorevole webzine tedesca Bloodchamber. Tutto ciò è molto gratificante, soprattutto dopo aver aspettato eoni prima di trovare le persone giuste con le quali dar vita al nostro primo lavoro. "Numbers" ci ha inoltre permesso di prender parte al Metal Battle 2006, dove ci siamo piazzati secondi assoluti e di poter suonare all'Evolution Festival 2006, condividendo il palco con Death SS, Saxon, Moonspell e bestie feroci del calibro di Nile, Atheist, Destruction e Death Angel. Non dimentichiamo che sempre grazie ai pezzi contenuti in "Numbers", il produttore di Headbangers Ball (ve lo ricordate?) Rick Ernst si è interessato agli URTO e ci ha chiesto di poter inserire alcuni nostri brani nella colonna sonora del suo monumentale documentario sulla storia del thrash metal GET THRASHED. I brani che ha scelto sono "Bugger off", la title-track acustica "Numbers" e "The Second Coming". Vi invito a dare un'occhiata a Get Thrashed, ne vale veramente la pena. Per voi il thrash anni '80 sembra essere la fonte primaria d'ispirazione; musicalmente condivido, ma vorrei capire se i vostri ascolti si fermano agli 80s, o riescono ad intravedere qualcosa di buono anche in materiale più odierno e meno "datato"... [Mimmo] I nostri ascolti abbracciano tutto il metal con una particolare predilezione per il thrash ovviamente, ma non c'è una diatriba interna ad essi tra old school e roba nuova: deliziamo i nostri timpani con Voivod, Dark Angel, Atheist, Forbidden per poi passare a Meshuggah, Nevermore, Darkane. Forse ascoltiamo maggiormente materiale odierno, anche perché ciò che ci lega al thrash vecchia maniera non è riconducibile ai nostri ascolti, quel tipo di sound lo portiamo nel DNA. "Upside Down" giunge a 6 anni di distanza dall'esordio "Numbers", dico bene? Un lungo travaglio per partorirlo, non trovi? Cosa mi puoi dire a riguardo? Mi piacerebbe leggere come descriveresti il vostro lavoro in poche righe, quello che penso io l'ho già esposto ai nostri lettori (e invito chiunque a leggere la recensione negli archivi di Comometal)... [Mimmo] Devo in parte contraddirti. "Numbers" inizia a circolare nel 2004, mentre il nostro full-length vede la luce adesso nel 2009. Tuttavia, l'inizio del processo compositivo delle nuove tracce risale al periodo successivo i nostri casini vari e le nostre esibizioni live, dunque al 2007. E non si è nemmeno trattato di un processo continuo, anche a causa dei numerosi spostamenti geografici di alcuni dei membri del gruppo lungo la nostra penisola. Come puoi ben comprendere, c'è stato un periodo di calma piatta, ma i pezzi non sono stati composti in un arco di tempo prolungato. Addirittura la composizione di "Requiem for Brainwork" è stata ultimata in studio. Per quanto riguarda il nostro sound, penso di essere la persona meno indicata per descriverlo. Posso provarci. Spero di non allontanarmi troppo dalla realtà affermando che in "Upside down" proponiamo una sorta di misto tra thrash odierno e thrash vecchio stampo con una particolare predilezione per quest'ultimo. ![]() Come vi trovate con la Punishment 18 Records? Sta promuovendo a dovere il nuovo album, e distribuendolo capillarmente in tutto il mondo? Che riscontro avete avuto dai "metallari", più che dagli addetti ai lavori? [Mimmo] Con la Punishment 18 Records ci stiamo trovando bene, ma è un pò presto per giudicarne l'operato considerando che il disco è uscito da poco. Il riscontro dei metallari è sin qui ottimo. Alcuni scalmanati, soprattutto dall'estero, ci mandano le loro personali recensioni e, in alcuni casi, sembrano eguagliare gli addetti ai lavori in quanto a cultura musicale e dedizione alla causa. Direi che la produzione del nuovo album è decisamente al di sopra della media; vuoi parlarci di come si è svolta la sessione di registrazione, e magari raccontarci qualche simpatico aneddoto del periodo passato in studio? [Mimmo] Per quanto concerne la produzione del disco, ci siamo affidati al nostro bassista Francesco Gioa, e devo ammettere che la sua perizia uditiva nonché la sua maniacalità nella cura dei suoni hanno portato ad un risultato notevole. Anche i ragazzi dell'Audia Manent Studio, Mario di Stefano e Nino Campanella, hanno contribuito alla buona riuscita del tutto grazie alla loro professionalità, ma anche grazie alla loro verve che ha finito per creare un'atmosfera piacevole anche a livello umano. Un aneddoto è legato alle registrazioni delle chitarre. Dopo aver completato la registrazione della prima ritmica con la mia Hamer, dovevo registrare la seconda ritmica (quella di Giovanni), ma Giovanni era migliaia di chilometri lontano da noi e aveva con sè la sua Esp. Al fine di non abbandonare il nostro proposito di ottenere un suono leggermente diverso per la seconda ritmica, dovevamo assolutamente trovare una chitarra all'altezza della situazione. I ragazzi dello studio ci hanno condotto da un tizio che ci ha prestato la sua Gibson Les Paul del '76. In un primo momento, a causa di un mio stupido pregiudizio, non era convinto di registrare con una chitarra così vecchia. Quando abbiamo collegato la suddetta chitarra alla nostra apparecchiatura ed ho imbracciato la Gibson Les Paul, ne è venuto fuori un suono così spaventosamente selvaggio che non riuscivo a credere alle mie orecchie. Ho iniziato a jammare per quasi un'ora e Mario Di Stefano ha dovuto ricordarmi che ci trovavamo lì per registrare un disco. Le tracce di chitarra hanno beneficiato di tutto ciò perché da quel momento in poi, ogni singolo riff ha acquistato una dimensione quasi live. Un altro episodio è legato alle registrazioni della batteria. Per un insolito scherzo del destino, i bpm di "Free Will State of Health" non corrispondevano a quelli originari, con la conseguenza che Giuseppe ha registrato la prima parte di quel pezzo ad una velocità improponibile. In preda ad una crisi, è uscito dalla stanza dove stava registrando manifestando verbalmente l'impossibilità di suonare il pezzo a quella velocità! Poi, ci siamo accorti che i bpm erano sbagliati. Questi sono solo due episodi che mi vengono in mente, ma ti assicuro che siamo stati vittime di situazioni veramente deliranti! Situazione live: come la vivete? Riuscite a promuovere con assiduità "Upside Down"? E soprattutto, l'etichetta (o chi per essa) contribuisce a supportarvi favorendo il vostro inserimento in eventi live in Italia o all'estero? [Mimmo] La dimensione live ha sempre rappresentato per i gruppi del sud un tasto dolente e noi non sfuggiamo a questa triste verità. Come avrai potuto intuire, ci esibiamo maggiormente oltre i confini della nostra isola e ciò comporta scrifici. Il disco è uscito da poco e non abbiamo ancora fatto date per supportarlo. La Punishment 18 Records ci ha già annunciato che dopo l'estate avremo modo di fare alcune date nel nord d'Italia. Noi stiamo organizzando una data in Sicilia per presentare l'album e se tutto procede bene, ci esibiremo alla fine di Agosto (data e gruppo di supporto ancora da decidere). Vogliamo dar vita ad un grande evento, anche perché la gente ha sempre risposto alla grande alle nostre poche iniziative metalliche nella nostra terra. In ogni caso, siamo ancora in attesa di sapere come viene accolto il disco dalla stampa sia italiana che estera. Quella del live, è una tappa successiva, ma siamo sempre pronti a salire sul palco anche perché non vediamo l'ora di suonare i nuovi pezzi... Ti faccio una domanda che ho già utilizzato altre volte, ma credo centri ottimamente l'argomento... Considero fondamentale seguire la scena underground: se si fa parte di un mondo, quel mondo va vissuto in tutto e per tutto, anche se il più delle volte sono solo pochi membri delle band che militano nello stesso underground ad avere un occhio di riguardo per la nostra florida scena nazionale... tu come ti poni, in tutta onestà? Vuoi citarmi qualche band che merita di essere conosciuta e seguita, ed attualmente non riceve il successo che dovrebbe avere? [Mimmo] Io ascolto i gruppi indipendentemente dal grado di visibilità che hanno. Forse, attualmente trovo più interessanti band meno famose che band facenti parte del cosiddetto mainstream, ma non per una presa di posizione. Gli URTO fanno parte della scena underground, per cui snobbare questa scena e poi pretendere di essere apprezzati dai consumatori di metal mainstream è da ipocriti. Gruppi come Subliminal Crusher, Ritual of Rebirth, Delirium X Tremens meritano sicuramente un'attenzione maggiore perché non hanno nulla da invidiare ai colleghi esteri. Mi hanno da poco passato l'ultimo platter dei danesi Flatline e penso che (con i limiti legati alla staticità delle vocals) si tratta di un disco che i componenti di molte fomazioni più blasonate dovrebbero quantomeno ascoltare. Ci sono poi altri gruppi della nostra etichetta che non ho ancora potuto scovare, quindi, la lista potrebbe ampliarsi. Internet, questa brutta bestia... che mi dici? Dovete parte del vostro successo alla rete? [Mimmo] Dobbiamo molto alla rete. Molta gente ci ha conosciuto per caso grazie alla rete. Molta gente compra il disco tramite la rete. Un tale di nome Rick Ernst ha scaricato "Bugger off" dalla rete e ci ha contattato per inserire la nostra musica nel suo documentario sul thrash metal con il risultato che siamo l'unica band italiana e una della due band underground europee (gli altri sono gli svedesi The Law) coinvolta in questo progetto. Certo, molta gente scarica il disco dalla rete e questo ha anche i suoi lati negativi, perché il gruppo viene privato del necessario sostegno economico che può risultare fondamentale per la sua sopravvivenza, soprattutto se si tratta di una band giovane. Tuttavia, credo che chi conosce gli URTO comprerà il disco, anche perché la qualità sonora del cd originale non è lontanamente paragonabile a qualunque cosa scaricata dal web. L'intervista si conclude qui. Ti ringrazio per il tempo speso a rispondere alle domande anche da parte dei lettori di Comometal, e lascio a te la conclusione di questo nostro scambio di parole, incitandoti a ricordare dove vi si può trovare il disco...alla prossima! [Mimmo] Potete acquistare "Upside down" nei molti negozi specializzati in sonorità pesanti sparsi per l'Italia. Inoltre, è possibile ordinarlo tramite i web-shop di Punishment 18 Records, Masterpiece, Andromeda e Negative mailorder oppure contattando direttamente la band all'indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - Per avere notizie riguardanti la band, basta visitare il nostro myspace - http://www.myspace.com/urtoband - dove i curiosi possono ascoltare alcuni estratti dal nostro ultimo album. Grazie per aver ospitato gli URTO sulle pagine di ComoMetal. Alla prossima! |
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