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Voices From Beyond
The Gates Of Madness

PaulThrash

Anche l'Italia ha visto un rifiorire della scena heavy metal, intesa nel senso più classico della parola; i ritorni sulle scene di molte band che fecero la storia della nostra penisola, insieme alla crescita e maturazione di acts più recenti ma comunque ormai entrati nei cuori della gente, sono stati manna dal cielo per le giovani e volenterose leve pronte a dare in pasto ai metalheads i loro lavori primi, senza quel timore che aleggiava gli anni precedenti di passare completamente inosservati, grazie all'accresciuto interesse di una sempre più consistente fetta di pubblico. Una consapevolezza nata anche nelle speranze dei Voices From Beyond di riuscire ad uscire dal calderone indenni, e possibilmente con un seguito più consistente che in precedenza, pur essendo una band giovane (essendo presenti tutte le premesse, aggiungerei, N.d.P.). Il combo nasce infatti nel 2006, e la biografia cita come caratteristica "una spiccata aggressività nel sound cara al thrash anni ’80 e al death degli anni ’90"; affermazione a mio avviso vera solo in parte, in quanto di death i nostri hanno poco nulla (se non si fa riferimento a quegli sporadici tentativi di scream presenti), mentre l'ibrido heavy thrash che si viene a delineare nei sentieri tracciati in "The Gates Of Madness" appare la dimensione che più si confà alle "esigenze" dei Voices From Beyond. I ragazzi esprimono passione nei riguardi di film horror e racconti di H.P. Lovecraft. L'oggetto di recensione è il debut della band, che conta solo un EP nel 2008 prima di esso. Per chiudere questa iniziale carrellata sui Voices From Beyond, mi preme riportare un'ulteriore citazione dalla biografia, che inquadra i nostri come "un perfetto incrocio tra metal classico di scuola Inglese e Americana": la lezione dei maestri è assimilata con cognizione di causa, soprattutto per quanto concerne il lato americano del carattere, che prevale su quello britannico. Viene più naturale parlare di US Power che di NWOBHM, ma le influenze del versante europeo sono nascoste fra i solchi, e certe soluzioni ne sono pratica dimostrazione.
I Voices From Beyond confezionano un corposo debut, forte di ben 10 tracce che accompagnano l'ascoltatore per 51 minuti di musica, più che sufficienti per farsi un'idea delle potenzialità del quintetto romagnolo. Una proposta che vince, poiché fortunatamente ci si trova ad avere a che fare con musicisti che sanno creare musica personale, ricca di aggressività ma nel contempo di pathos, che è sì derivativa, come è giusto e lecito attendersi, ma che riesce ad uscire dalla mera copiatura ed entrare in una dimensione "marchio di fabbrica", ovvero riconducibile alla band stessa prima che ad altre realtà.
Non è necessario entrare nel merito dei brani: basti sapere che le 10 tracce riescono nella difficile prova di non tediare l'ascoltatore in brevi battute, anzi, rapiscono le atmosfere sulfuree, orientali, malinconiche, epiche, e molto altro ancora, che si susseguono per tutta la durata, abbracciando ritmiche puramente heavy per terminare in brevi ma efficaci sfuriate che devono i propri natali al thrash più intransigente, il tutto intelligentemente condito da una elevata dose di partiture melodiche sapientemente miscelate nel contesto a dare l'ottimo risultato finale.
La preparazione dei nostri è decisamente elevata; qui non siamo davanti ad un timido tentativo di emulazione dei propri idoli, ma a 5 musicisti in gamba e con un risultato prefissato in mente, ovvero la realizzazione di un cd il più professionale possibile, missione espletata con successo. Difficile trovare una figura che spicca sulle restanti, anche se potrebbe risultare naturale riferirsi alla possente ugola di Roberto Ferri; ciò è sintomo di una band coesa e capace di colpire in toto con la propria prestazione, caratteristica non riscontrabile in molte bands.
La produzione del disco è curata in ogni minimo dettaglio: il combo si è affidato alle mani esperte di Simone Mularoni e Gabriele Ravaglia del Fear Studio di Ravenna. Lo studio è rinomato più per le produzioni rivolte a metal moderno che ad un classico heavy; "The Gates Of Madness" risulta infatti meno "stantio" di molti altri prodotti, più "artificiale" si potrebbe dire, ma la scelta aiuta i 10 brani ad accrescere in termini di groove ed impatto, anche se in fin dei conti manca quella carica espressa da una registrazione ruvida e dannatamente 80s come sembra comunque essere tornato di moda ultimamente, almeno da un punto di vista meramente nostalgico.
Ecco una band davvero meritevole, che non ha timore di gettarsi nella mischia anche in un paese poco interessato a proposte heavy come si configura da sempre lo stivale. Un cd che riuscirà a mettere d'accordo molti, dal più intransigente metallaro che non può fare meno degli anni '80, al giovane che si affaccia solo ora in questo universo... ottimo colpo per la SG Records, e supporto più che meritato ai Voices From Beyond!

"The Gates Of Madness" - VOICES FROM BEYOND (2010), SG Records

TRACKLIST:
1 Terror Screen
2. The Chosen
3. Voices From Beyond
4. Time Dream
5. The Cult Of Madness
6. Don't Change Your Mind
7. Day Of Rebirth
8. The Key Of Doom
9. Welcome You
10. From Beyond

Genere: Heavy Thrash Metal

Line up
:
Roberto Ferri - Vocals
Andrea Giunchi - Lead Guitars
Matteo Poni - Rhythm Guitars
Raffaele Sapio - Bass Guitar
Claudio Tirincanti - Drums

Link:
http://www.myspace.com/metalfrombeyond

8.0
out of 10
N/A
out of 10

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