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Eloa Vadaath
A Bare Reminescence Of...

Eloa Vadaath
A Bare Reminescence Of...
Alexgoro

Progressive, ambient, metal.
Tre parole che se unite in modo intelligente possono far scaturire interessanti prove musicali, prodotti che prendono l'ascoltatore e lo portano in un viaggio attraverso i misteri del genere umano.
I più conservatori si metteranno a ridere, come del resto avrei fatto io stesso anni fa, ma aprire gli orizzonti verso certe sonorità può risultare gratificante. Non deve di certo imporsi come un dogma, ma perché non provare?
E' quello che ho fatto con questi Eloa Vadaath di Rovigo, band che non ha affatto limiti di genere e che introduce sempre ben volentieri parti ambient e di musica classica all'interno delle proprie composizioni, fatte di un tappeto di death e black metal abbastanza classico.
Sembra a tratti di sentire in lontananza l'eco di un certo "stormblast", anche se privo di orchestrazioni così altisonanti.
Già dalla prima traccia si viene catapultati in un mondo surreale, dal quale affiorano canti gregoriani e partiture orchestrali che cullano l'ascoltatore e lo introducono alla prima vera traccia del disco, pezzo sognante grazie ad un tappeto di tastiere e voci femminili che vengono sostenute da una voce in classico stile death e riff tra death e black; risulta difficile fornire un'idea di genere ben precisa di quello che stiamo ascoltando, poiché vi sono così tanti elementi in ballo da non riuscire a seguire una tracklist vera e propria.
Le tracce infatti si susseguono senza respiro e danno un senso di concatenamento tra un brano e l'altro; sembra infatti un unico bellissimo pezzo fino alla strumentale "The Temptation Chronicles", che spezza e lascia un po' di respiro. Si tratta di un brano composto da archi e strumenti a fiato, che compongono una sorta di colonna sonora veramente adatta ad un film storico-fantastico da spezzare il fiato.
La seconda parte del disco si presenta con un mood leggermente differente da quanto sentito prima, e forse più classicamente metal, più spazio quindi alle ottime chitarre rispetto alle orchestrazioni.
Il tutto assume però un lato meno sperimentale e più accessibile; risulta infatti assai più difficile da assimilare la prima parte del disco rispetto alla seconda. Sono comunque ottime le song restanti, varie e sempre molto ispirate, ancora con puntate tastieristiche che ben si inseriscono all'interno delle composizioni.
La chiusura viene affidata ad un altro brano parecchio sperimentale, che ben si riallaccia all'inizio del disco.
Album ispirato e realizzato con molta cura, dato anche il background dei musicisti, non certo dei novellini.
Sinceramente ho apprezzato molto la prima metà del disco, a mio avviso più sognante e fantastica, che non avrebbe per niente sfigurato come singola proposizione. Non sempre all'altezza però la scelta dei suoni, che a volte penalizzano, anche se minimamente, la struttura dei pezzi, veramente difficili da gestire in un ambito così vario, ma si tratta solamente di una finezza che non comporta ritorsioni sulla valutazione finale.
Bisogna anche precisare che il disco è stato registrato all'interno di un monastero, il che rende il lavoro molto più caldo e naturale, ed esula da critiche troppo fini a livello di suoni.
A mio avviso risulta molto al di sopra della media, oltre che personale e coraggioso da un punto di vista stilistico.
Ottima anche la presentazione globale, con un booklet il linea con la proposta musicale.
Un ultimo plauso va ai ragazzi della West Witch Records, che sanno veramente come presentare un loro prodotto, professionali come pochi, veramente al di sopra di tante etichette più blasonate.
Bravi Eloa Vadaath! Speriamo di poter ascoltare un altro ottimo lavoro come "A Bare Reminescence Of Infected Wonderlands", nel frattempo mi prodigherò per assistere ad un loro concerto, sarà curioso vedere riproposto un così vario compendio musicale in sede live.
"A Bare Reminescence Of Infected Wonderlands" - ELOA VADAATH (2010), West Witch Records
TRACKLIST:
1. Coalesce: A Murmuring Plight Of Nephilims (Intro)
2. Coalesce Part 1:A Perverter Among The Kainites
3. 64 A.D.- Le Flambeau
4. The Navidson Record
5. Elysian Fields
6. The Temptation Chronicles
7. What Are You Seeing On Your Fork?
8. Uncontamined
9. Towers Of Silence
10. A Bare Reminescence Of Infected Wonderlands
11. Coalesce Part 2
Genere: Progressive, Ambient Death Black Metal
Line Up:
Marco Paltanin - Lead Vocals, Guitars, Tabla, Sitar
Riccardo Paltanin - Violins, Keyboards, Vocals
Nicolò Cavallaro - Bass Guitar, Backing Vocals
Mirko Cirelli - Drums and Percussions
Link:
http://www.myspace.com/eloavadaath
Tre parole che se unite in modo intelligente possono far scaturire interessanti prove musicali, prodotti che prendono l'ascoltatore e lo portano in un viaggio attraverso i misteri del genere umano.
I più conservatori si metteranno a ridere, come del resto avrei fatto io stesso anni fa, ma aprire gli orizzonti verso certe sonorità può risultare gratificante. Non deve di certo imporsi come un dogma, ma perché non provare?
E' quello che ho fatto con questi Eloa Vadaath di Rovigo, band che non ha affatto limiti di genere e che introduce sempre ben volentieri parti ambient e di musica classica all'interno delle proprie composizioni, fatte di un tappeto di death e black metal abbastanza classico.
Sembra a tratti di sentire in lontananza l'eco di un certo "stormblast", anche se privo di orchestrazioni così altisonanti.
Già dalla prima traccia si viene catapultati in un mondo surreale, dal quale affiorano canti gregoriani e partiture orchestrali che cullano l'ascoltatore e lo introducono alla prima vera traccia del disco, pezzo sognante grazie ad un tappeto di tastiere e voci femminili che vengono sostenute da una voce in classico stile death e riff tra death e black; risulta difficile fornire un'idea di genere ben precisa di quello che stiamo ascoltando, poiché vi sono così tanti elementi in ballo da non riuscire a seguire una tracklist vera e propria.
Le tracce infatti si susseguono senza respiro e danno un senso di concatenamento tra un brano e l'altro; sembra infatti un unico bellissimo pezzo fino alla strumentale "The Temptation Chronicles", che spezza e lascia un po' di respiro. Si tratta di un brano composto da archi e strumenti a fiato, che compongono una sorta di colonna sonora veramente adatta ad un film storico-fantastico da spezzare il fiato.
La seconda parte del disco si presenta con un mood leggermente differente da quanto sentito prima, e forse più classicamente metal, più spazio quindi alle ottime chitarre rispetto alle orchestrazioni.
Il tutto assume però un lato meno sperimentale e più accessibile; risulta infatti assai più difficile da assimilare la prima parte del disco rispetto alla seconda. Sono comunque ottime le song restanti, varie e sempre molto ispirate, ancora con puntate tastieristiche che ben si inseriscono all'interno delle composizioni.
La chiusura viene affidata ad un altro brano parecchio sperimentale, che ben si riallaccia all'inizio del disco.
Album ispirato e realizzato con molta cura, dato anche il background dei musicisti, non certo dei novellini.
Sinceramente ho apprezzato molto la prima metà del disco, a mio avviso più sognante e fantastica, che non avrebbe per niente sfigurato come singola proposizione. Non sempre all'altezza però la scelta dei suoni, che a volte penalizzano, anche se minimamente, la struttura dei pezzi, veramente difficili da gestire in un ambito così vario, ma si tratta solamente di una finezza che non comporta ritorsioni sulla valutazione finale.
Bisogna anche precisare che il disco è stato registrato all'interno di un monastero, il che rende il lavoro molto più caldo e naturale, ed esula da critiche troppo fini a livello di suoni.
A mio avviso risulta molto al di sopra della media, oltre che personale e coraggioso da un punto di vista stilistico.
Ottima anche la presentazione globale, con un booklet il linea con la proposta musicale.
Un ultimo plauso va ai ragazzi della West Witch Records, che sanno veramente come presentare un loro prodotto, professionali come pochi, veramente al di sopra di tante etichette più blasonate.
Bravi Eloa Vadaath! Speriamo di poter ascoltare un altro ottimo lavoro come "A Bare Reminescence Of Infected Wonderlands", nel frattempo mi prodigherò per assistere ad un loro concerto, sarà curioso vedere riproposto un così vario compendio musicale in sede live.
"A Bare Reminescence Of Infected Wonderlands" - ELOA VADAATH (2010), West Witch Records
TRACKLIST:
1. Coalesce: A Murmuring Plight Of Nephilims (Intro)
2. Coalesce Part 1:A Perverter Among The Kainites
3. 64 A.D.- Le Flambeau
4. The Navidson Record
5. Elysian Fields
6. The Temptation Chronicles
7. What Are You Seeing On Your Fork?
8. Uncontamined
9. Towers Of Silence
10. A Bare Reminescence Of Infected Wonderlands
11. Coalesce Part 2
Genere: Progressive, Ambient Death Black Metal
Line Up:
Marco Paltanin - Lead Vocals, Guitars, Tabla, Sitar
Riccardo Paltanin - Violins, Keyboards, Vocals
Nicolò Cavallaro - Bass Guitar, Backing Vocals
Mirko Cirelli - Drums and Percussions
Link:
http://www.myspace.com/eloavadaath
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