Review Home / Album
Arkayic Revolt
Death's River

Arkayic Revolt
Death's River
PaulThrash

Nuova compagine thrash per la Punishment 18 Records, che per questa occasione decide di allargare gli orizzonti spaziali e credere in un trio proveniente dall'altra parte dell'oceano, più in particolare dal Canada; stiamo parlando degli Arkayic Revolt, band thrash metal che aveva esordito nel 2008 con il mini autoprodotto "Undead Man Walking", ottimo esempio di come thrash e melodia possano convivere all'interno di un genere ritornato in auge proprio in questi ultimi anni. Il combo canadese, per sua stessa ammissione, crea un mix musicale il cui fine è amalgamare il sound della Bay Area alle sonorità teutoniche, il tutto mirando ad intessere trame tecniche sulla scia dei maestri predecessori.
La storia dei nostri è breve e recente, nascendo nel 2008 in quel di Windsor, Ontario (pur avendo cominciato alcuni anni prima sotto un differente monicker), dando alle stampe l'autoproduzione di cui sopra, e passando immediatamente a preparare i brani che fanno parte del qui recensito debut, dal titolo "Death's River", uscito da due mesi scarsi ed in attesa di una corretta promozione da parte della band; è infatti notizia piuttosto recente la dipartita dello "storico" batterista Brett Swan, non più in grado di conciliare impegni vari con la passione per la musica.
"Death's River" non risulta il classico album thrash statico, ma seppur penalizzato da discutibili decisioni legate alla sfera "tecniche di registrazione", riesce a brillare di luce propria, specie dove si fanno strada le peculiarità che avevano contraddistinto il primo corso della band; il target è decisamente virato verso la ricerca di un maggiore impatto sonoro, con brani che prendono a piene mani dalla fucina degli 80s (a tratti, chiudendo gli occhi si "rischia" di percepire rimandi a Sepultura, Forbidden, Slayer, sempre impregnati di una buona dose melodica).
Sono 10 le tracce presenti, per un minutaggio finale di 41 minuti; si parte con una arrembante "Blood Will Follow Blood", a mettere sin da subito in chiaro gli intenti del trio, a testa bassa e senza tregua dal primo all'ultimo secondo. Tra rimandi alle band precedentemente citate, ed un flavour in pieno stile Artillery, soprattutto nei giochi melodici di chitarra a rifinitura del brano, si giunge a "From Hell", seconda traccia impostata in vena di mid tempo sempre all'insegna della melodia. "Cohesive Disembodiment" fa propria la lezione di Exodus e Testament, in un ottimo mix di soluzioni stilistiche, seguita da "Operation Overlord", che si muove sulla falsa riga della precedente; eccoci a "Feed Them Fire", certamente uno dei pezzi forti del lotto, nessuno sconto, il più diretto, seguito da una "Deadline" che al contrario convince poco e si dilunga più del necessario, finendo per stancare. Le battute finali arrivano con "Wrath Of Poseidon", ulteriore composizione "in your face", "Dig Your Own Grave", che invece tenta di esprimersi e svilupparsi differenziandosi dalle altre, meno compatta ma aperta ad interessanti strutture, "Beware The Nothing", emblema dell'amore per la Bay Area, per sfociare nella conclusiva titletrack, che non disdegna puntate ad un death vecchio stampo, e riecheggia di quel tocco di classe che aveva reso famoso il buon e sempre compianto Chuck Schuldiner.
La registrazione non brilla per pulizia e modernità, e penalizza in particolar maniera una batteria che fatica quasi ad uscire dal maelstrom sonoro; una scelta di suoni piuttosto "cupa" e chiusa non aiuta, e seppur i brani siano stati oggetto di un songwriting attento ai particolari ed agli arrangiamenti, alle volte risulta quasi difficoltoso discernere le finezze di cui sono conditi, che finiscono per perdersi nel caos generale. Un album quindi che necessita di un certo "impegno" in termini di attenzione nell'ascolto, ma che una volta assimilato lascia piacevolmente sorpresi per decisioni stilistiche cariche di aggressività, ma nel contempo capaci di usare la melodia come un'arma a doppio taglio.
L'ennesima band retro-thrash che popola l'universo metallico di oggi? Non è da escludere, ma quando emerge la capacità tangibile di creare un proprio sound, un marchio di fabbrica che riconduca a quella precisa entità, per il sottoscritto l'originalità passa in secondo piano, ed importante diventa la personalità che si è in grado di mostrare.
Gli Arkayic Revolt, insieme a tantissime altre band attualmente in circolazione, non fanno nient'altro che riproporre con tutte le armi a propria disposizione un genere che ha ancora molto da dire, a dispetto di chi si ostina a gettare fango sulla nuova ondata... supporto agli Arkayic Revolt!
"Death's River" - ARKAYIC REVOLT (2010), Punishment 18 Records
TRACKLIST:
1. Blood Will Follow Blood
2. From Hell
3. Cohesive Disembodiment
4. Operation Overlord
5. Feed Them Fire
6. Deadline
7. Wrath Of Poseidon
8. Dig Your Own Grave
9. Beware The Nothing
10. Death's River
Genere: Thrash Metal
Line up:
Darryl Fletcher - Lead Vocals, Guitars, Bass Guitar
Mike Hartigan – Backing Vocals, Guitars
Brett Swan - Drums
Link:
http://www.myspace.com/arkayicrevolt
La storia dei nostri è breve e recente, nascendo nel 2008 in quel di Windsor, Ontario (pur avendo cominciato alcuni anni prima sotto un differente monicker), dando alle stampe l'autoproduzione di cui sopra, e passando immediatamente a preparare i brani che fanno parte del qui recensito debut, dal titolo "Death's River", uscito da due mesi scarsi ed in attesa di una corretta promozione da parte della band; è infatti notizia piuttosto recente la dipartita dello "storico" batterista Brett Swan, non più in grado di conciliare impegni vari con la passione per la musica.
"Death's River" non risulta il classico album thrash statico, ma seppur penalizzato da discutibili decisioni legate alla sfera "tecniche di registrazione", riesce a brillare di luce propria, specie dove si fanno strada le peculiarità che avevano contraddistinto il primo corso della band; il target è decisamente virato verso la ricerca di un maggiore impatto sonoro, con brani che prendono a piene mani dalla fucina degli 80s (a tratti, chiudendo gli occhi si "rischia" di percepire rimandi a Sepultura, Forbidden, Slayer, sempre impregnati di una buona dose melodica).
Sono 10 le tracce presenti, per un minutaggio finale di 41 minuti; si parte con una arrembante "Blood Will Follow Blood", a mettere sin da subito in chiaro gli intenti del trio, a testa bassa e senza tregua dal primo all'ultimo secondo. Tra rimandi alle band precedentemente citate, ed un flavour in pieno stile Artillery, soprattutto nei giochi melodici di chitarra a rifinitura del brano, si giunge a "From Hell", seconda traccia impostata in vena di mid tempo sempre all'insegna della melodia. "Cohesive Disembodiment" fa propria la lezione di Exodus e Testament, in un ottimo mix di soluzioni stilistiche, seguita da "Operation Overlord", che si muove sulla falsa riga della precedente; eccoci a "Feed Them Fire", certamente uno dei pezzi forti del lotto, nessuno sconto, il più diretto, seguito da una "Deadline" che al contrario convince poco e si dilunga più del necessario, finendo per stancare. Le battute finali arrivano con "Wrath Of Poseidon", ulteriore composizione "in your face", "Dig Your Own Grave", che invece tenta di esprimersi e svilupparsi differenziandosi dalle altre, meno compatta ma aperta ad interessanti strutture, "Beware The Nothing", emblema dell'amore per la Bay Area, per sfociare nella conclusiva titletrack, che non disdegna puntate ad un death vecchio stampo, e riecheggia di quel tocco di classe che aveva reso famoso il buon e sempre compianto Chuck Schuldiner.
La registrazione non brilla per pulizia e modernità, e penalizza in particolar maniera una batteria che fatica quasi ad uscire dal maelstrom sonoro; una scelta di suoni piuttosto "cupa" e chiusa non aiuta, e seppur i brani siano stati oggetto di un songwriting attento ai particolari ed agli arrangiamenti, alle volte risulta quasi difficoltoso discernere le finezze di cui sono conditi, che finiscono per perdersi nel caos generale. Un album quindi che necessita di un certo "impegno" in termini di attenzione nell'ascolto, ma che una volta assimilato lascia piacevolmente sorpresi per decisioni stilistiche cariche di aggressività, ma nel contempo capaci di usare la melodia come un'arma a doppio taglio.
L'ennesima band retro-thrash che popola l'universo metallico di oggi? Non è da escludere, ma quando emerge la capacità tangibile di creare un proprio sound, un marchio di fabbrica che riconduca a quella precisa entità, per il sottoscritto l'originalità passa in secondo piano, ed importante diventa la personalità che si è in grado di mostrare.
Gli Arkayic Revolt, insieme a tantissime altre band attualmente in circolazione, non fanno nient'altro che riproporre con tutte le armi a propria disposizione un genere che ha ancora molto da dire, a dispetto di chi si ostina a gettare fango sulla nuova ondata... supporto agli Arkayic Revolt!
"Death's River" - ARKAYIC REVOLT (2010), Punishment 18 Records
TRACKLIST:
1. Blood Will Follow Blood
2. From Hell
3. Cohesive Disembodiment
4. Operation Overlord
5. Feed Them Fire
6. Deadline
7. Wrath Of Poseidon
8. Dig Your Own Grave
9. Beware The Nothing
10. Death's River
Genere: Thrash Metal
Line up:
Darryl Fletcher - Lead Vocals, Guitars, Bass Guitar
Mike Hartigan – Backing Vocals, Guitars
Brett Swan - Drums
Link:
http://www.myspace.com/arkayicrevolt
Only registered users may post a comment.
There are currently no user submitted comments.
Powered by Simple Review
